IL TRAMONTO DELLA LUNA

Quale in notte solinga,Sovra campagne inargentate ed acque,Là ‘ve zefiro aleggia,E mille vaghi aspettiE ingannevoli obbiettiFingon l’ombre lontaneInfra l’onde tranquilleE rami e siepi e collinette e ville;Giunta al confin del cielo,Dietro Apennino od Alpe, o del TirrenoNell’infinito senoScende la luna; e si scolora il mondo;Spariscon l’ombre, ed unaOscurità la valle e il monte imbruna;Orba la notte resta,E cantando, con mesta melodia,L’estremo albor della fuggente luce,Che dianzi gli fu duce,Saluta il carrettier dalla sua via
G.Leopardi

IL TRAMONTO DELLA LUNA

Quale in notte solinga,
Sovra campagne inargentate ed acque,
Là ‘ve zefiro aleggia,
E mille vaghi aspetti
E ingannevoli obbietti
Fingon l’ombre lontane
Infra l’onde tranquille
E rami e siepi e collinette e ville;
Giunta al confin del cielo,
Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno
Nell’infinito seno
Scende la luna; e si scolora il mondo;
Spariscon l’ombre, ed una
Oscurità la valle e il monte imbruna;
Orba la notte resta,
E cantando, con mesta melodia,
L’estremo albor della fuggente luce,
Che dianzi gli fu duce,
Saluta il carrettier dalla sua via

G.Leopardi